img_20170204_095834Non l’hai ancora assaggiato, eppure da come il vignaiolo si presenta sai già cosa puoi aspettarti e in casi come questo l’attesa è di un incontro piacevole. Un po’ come se avessi già bevuto il suo vino senza averlo ancora assaggiato. Perché mi ha condotto per mano attraverso una costruzione del senso del proprio lavoro in cui mi ritrovo e a cui aspiro, non per forza come contadino (anche se…). È un invito all’azione. A prendere delle decisioni e a fare scelte coraggiose perché consapevolmente incerte.

Molti vignaioli si sono fatti portavoce della necessità di trovare o ritrovare una sintesi col territorio, con la terra. Non è un fenomeno limitato al mondo enoico, ha invece a che fare con la sostenibilità. Parola chiave per il nostro futuro.

Qualche tempo fa ero andato a un incontro in cui Frank Swinkles, il CFO del gruppo Bavaria, raccontava i capisaldi di questa famosa multinazionale a conduzione familiare. Ha parlato anche di sostenibilità e da imprenditore ne ha definito la caratteristica fondamentale per poterla praticare: economicità. Per loro essere sostenibili significa essere un po’ più green perché si è al contempo più competitivi. Rischia di essere una visione limitante, ma -brutto a dirsi- la sostenibilità per non rimanere un fenomeno di cui si parla ma id cui non si vedono i frutti deve essere… sostenibile! e non sempre le scelte vanno in questa direzione. Ho visto e vissuto molti insuccessi al riguardo.

Corrado Dottori è un bell’esempio di come questa via possa essere ricercata. Bravo! (oh mi fido di quello che hai scritto 😉 )

Ecco, noi che siamo la più inquinante e distruttrice macchina che la terra abbia mai conosciuto, abbiamo l’obbligo di capire quali sono i principi di economicità che ci possano realmente far cambiare paradigma, per poter consegnare a chi verrà dopo di noi una terra migliore, o per lo meno non peggiore. Andandosene, ognuno di noi dovrebbe lasciare il mondo un po’ più pulito di come l’aveva trovato.